Credito

Come recuperare un credito da una società fallita?

Ecco cosa bisogna fare per recuperare un credito da una società dichiarata fallita.

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Negli ultimi anni, a causa dell’imponente crisi economica che ha investito il nostro paese, molte aziende si sono trovate in difficoltà tanto da essere costrette alla chiusura o a dichiarare fallimento. Questo ha fatto si che molti lavoratori e collaboratori sono diventati creditori nei confronti di questi soggetti.

Cosa succede quando vantiamo dei crediti verso un’azienda fallita?

Nel caso di un lavoratore dipendete, che quindi nutre una maggior tutela, i crediti che l’azienda ha verso di lui sono garantiti da privilegio rispetto agli altri, il che significa la priorità nell’essere risarciti.

Una volta che il tribunale dichiara il fallimento dell’ impresa, nomina il curatore fallimentare che avrà il compito di comunicare a tutti i creditori, ex dipendenti e non, i tempi e le modalità per la presentazione della domanda di insinuazione allo stato passivo.

La domanda deve essere presentata entro trenta giorni dall’udienza di esame dello stato passivo, oltre tale termine le domande vengono considerate tardive il che significa che verranno soddisfatte con termini molto più lunghi.

Nel caso di un ex dipendente, alla domanda vanno allegati i cedolini paga relativi alle mensilità non percepite, compreso quello del TFR. Se tali cedolini non sono stati redatti bisogna provvedere a ricostruirli facendo bene attenzione di inserite le competenze finali nel cedolino di chiusura. Se non si hanno a disposizione i cedolini sarà bene farsi assistere da un patronato o un sindacato per la loro ricostruzione.

La domanda deve essere presentata tramite PEC, all’indirizzo di posta certificata comunicato dal curatore. Nel caso in cui, per mancanza di liquidità, l’azienda non riesca a pagare i suoi debiti, i lavoratori dipendenti possono rivolgersi al fondo di garanzia dell’INPS per recuperare quanto dovuto.

Cosa rimborsa l’INPS?

L’INPS, da parte sua, si impegna a garantire il risarcimento delle ultime tre buste paga e del TFR che potranno essere ottenuti presentando apposita domanda (compilando il modulo preposto) per via telematica. La domanda deve essere corredata dalla copia autentica dello stato passivo e dall’attestazione della cancelleria del Tribunale che il credito del lavoratore non è soggetto ad impugnazioni e opposizioni.

Se il creditore non è un ex dipendente?

Nel caso in cui il creditore non sia un ex dipendente e volesse recuperare i propri crediti nei confronti dell’azienda fallita la procedura non cambia. Anche in questo caso si dovrà prima presentare l’istanza di ammissione al fallimento comunicandolo al curatore.

Il tribunale fissa l’udienza per la verifica dello stato passivo e decide se ammettere i creditori alla ripartizione del ricavato ottenuto dalla vendita del patrimonio residuo dell’azienda fallita. La possibilità di fare causa alla curatela fallimentare viene concessa dalla legge solo nel caso in cui il delegato al fallimento rigetta la domanda di insinuazione del creditore.

Ma come fare per sapere se l’azienda debitrice ha sufficienti mezzi per estinguere i suoi debiti? Come essere sicuro che la tua richiesta potrà essere evasa?

Clipeo, grazie al servizio DETECT PERSONA GIURIDICA, può fornirti una panoramica sulla situazione economico-patrimoniale dell’azienda debitrice garantendoti maggior tutela per il recupero del tuo credito.

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