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  • Pignoramento conto corrente: novità, limiti e ruolo delle indagini

    Pignoramento conto corrente: novità, limiti e ruolo delle indagini

    Come procedere con il pignoramento del conto corrente all’epoca del Covid e con l’uso delle indagini per il rintraccio dei conti bancari e postali.

    Pignoramento conti correnti

    I decreti che si stanno susseguendo in questi mesi hanno contribuito a rallentare l’avvio di diverse procedure legali in riferimento al recupero crediti. Ciò non preclude la possibilità di continuare a gestire le diverse istanze tramite verifiche, accertamenti, azioni stragiudiziali, organizzando al meglio la ripresa delle attività nei tribunali.

    In tema di pignoramenti, il conto corrente rimane uno dei beni che lascia più margini d’azione in caso di insoluti, anche dopo gli ultimi aggiornamenti legislativi.

    Pignoramento dei conti bancari: possibili anche con il Decreto Agosto

    Con l’entrata in vigore del Decreto Cura Italia 18/2020 (Legge 27/2020), dopo l’8 marzo è stato introdotto il divieto di notificare cartelle di pagamento, atti di pignoramento e misure cautelari, con estensione della sospensione fino al 31 agosto 2020 e il concomitante stop dell’attività giudiziaria connessa. Il Decreto Rilancio 34/2020 (convertito in Legge 77/2020) ha poi confermato i blocchi in tema di pignoramenti, aventi per oggetto le somme a titolo di stipendio, pensione o altre indennità.

    Il più recente Decreto Agosto ha prorogato i termini della sospensione dei pignoramenti, fino al 15 ottobre, per le cartelle inviate ai debitori da Agenzia delle Entrate Riscossioni. Gli altri pignoramenti presso terzi, dunque, possono proseguire il loro iter, purché avviato prima dell’entrata in vigore del DL 18/2020.

    L’uso delle indagini per il rintraccio dei conti bancari e postali

    Il conto corrente è uno dei beni maggiormente aggredibili nei pignoramenti presso terzi, quando all’esecutato non corrispondano altri mobili o immobili direttamente disponibili. Considerata la volatilità dei conti bancari, la tempestività della loro identificazione è uno dei fattori fondamentali per l’esito positivo del procedimento esecutivo.

    Escludendo la procedura di accesso ai dati dell’anagrafe tributaria tramite Agenzia delle Entrate, che presenta tempistiche lunghe e scarso aggiornamento dei riferimenti, lo strumento più utile a ottimizzare l’iter di recupero del credito è il rintraccio conti correnti.

    Le indagini patrimoniali svolte da società specializzate consentono di individuare i codici ABI e CAB di uno o più conti del debitore. In questo modo, è possibile risalire alla località dell’istituto bancario e alla filiale presso cui sono registrati gli importi da esecutare: un elemento indispensabile per procede all’invio dell’atto di pignoramento. Inoltre, ove possibile, vengono reperite delle referenze relative all’effettiva movimentazione o eventuale inattività del conto da pignorare.
    L’indagine di rintraccio può attuarsi entro una territorialità definita, in base ai dati anagrafici del debitore in possesso del creditore o del legale, oppure estendere l’area geografica di interesse anche a livello nazionale.

    Espropriazione conto corrente: cosa si può pignorare

    Il pignoramento del conto bancario o postale si esegue entro alcuni limiti, anche in base alla tipologia di conto. Per un conto cointestato si può procedere al pignoramento nella misura massima del 50% della somma depositata, pur se la somma non dovesse soddisfare totalmente il debito contratto.

    Inoltre, quando le somme depositate derivano esclusivamente da rapporto di lavoro, anche il pignoramento dello stipendio su conto corrente è regolamentato. Se il denaro è depositato prima del pignoramento, può essere espropriata solo la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (€ 459,83 per il 2020). Qualora il versamento delle somme sia avvenuto dopo l’atto di pignoramento, si può procedere al cosiddetto pignoramento del quinto, per massimo un quinto degli importi a titolo di stipendio. Le stesse limitazioni si applicano anche per pignoramento del TFR o pensione.

    Nel caso di un conto “in rosso” o vuoto, i versamenti utili a diminuire o azzerare l’ammontare scoperto non sono pignorabili (come stabilito dalla sentenza della Cassazione n. 6393/2015). Rimangono comunque aggredibili gli eventuali depositi successivi alla riattivazione del conto.

    Iter giudiziario per l’espropriazione del conto bancario o postale
    Si procede al pignoramento del conto corrente, entro limiti e casi descritti, recapitando al debitore:

    • il titolo esecutivo, come la sentenza del giudice, il decreto ingiuntivo o la cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossioni;
    • l’atto di precetto, con termine di pagamento a 10 giorni dalla sua ricezione e che ha efficacia fino a 90 giorni;
    • l’atto di pignoramento vero e proprio, una copia del quale va inviata anche all’istituto di credito o filiale che detiene il conto corrente. La Banca procederà al blocco conto corrente per pignoramento e l’intestatario debitore non potrà prelevare le somme inserite nel titolo esecutivo.

    Per poter recuperare un credito, quindi, è indispensabile effettuare una ricerca dei beni pignorabili del debitore individuando i conti correnti bancari attivi.

    MONEY di Clipeo è un servizio propedeutico al recupero di un credito che permette di individuare eventuali rapporti bancari di una persona fisica o giuridica.

    L’indagine contiene il recapito di uno o più istituti di credito, attraverso cui è possibile effettuare pignoramenti delle eventuali somme depositate. È impreziosita da ricerche svolte in loco e sul web, unitamente viene svolta una verifica sul bollettino dei protesti. Si individuano in tal modo ulteriori eventuali notizie ed indiscrezioni che vanno ad impattare la patrimonialità del soggetto.

    Per agire in giudizio e poter recuperare il credito senza vanificare questa attività con inutili dispendi di risorse è indispensabile conoscere l’esatta situazione economica e patrimoniale del debitore, che sia un’Azienda o una Persona Fisica.

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  • JoBank, il Report di Clipeo propedeutico al recupero crediti

    Recupero crediti e pignoramento presso terzi

    Il pignoramento è l’atto con il quale un creditore procede con l’espropriazione forzata di uno o più beni di proprietà di un debitore.

    Secondo l’articolo 543 del Codice di procedura civile il creditore può altresì recuperare il proprio credito aggredendo i beni del debitore che sono nella disponibilità del terzo, chiamato appunto “terzo pignorato”. In questo caso, si parla di pignoramento presso terzi. Quest’ultimo può essere di 2 diverse tipologie:

    • Pignoramento dei beni del debitore in possesso di un terzo;
    • Pignoramento dei crediti che il debitore vanta nei confronti di un terzo.

    Il creditore quindi ha la possibilità di recuperare il credito, rifacendosi sui beni non ancora in possesso del debitore.

    Chiaramente esistono dei beni non pignorabili, ma quello che ci interessa trattare sono soprattutto il pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione ed il pignoramento di eventuali conti correnti intestati al debitore.

    Pignoramento Stipendio: come scoprire chi è il datore di lavoro?

    Nel caso in cui si volesse procedere al pignoramento dello stipendio è necessario essere a conoscenza dell’attuale attività lavorativa del soggetto debitore e del suo datore di lavoro. Approfondisci questo tema, leggendo il nostro articolo Rintraccio posto di lavoro per pignoramento beni del debitore.

    Come funziona il pignoramento dello stipendio per recupero crediti?

    Il pignoramento dello stipendio si può attuare nei confronti di lavoratori pubblici, privati, a tempo determinato, di collaboratori e di parasubordinati, al fine di recuperare il proprio credito presso un debitore.

    Il pignoramento dello stipendio non può avvenire per intero, ma deve rispettare una serie di limiti diversi a seconda che avvenga presso il datore di lavoro o presso l’istituto bancario di riferimento. L’importo deve rientrare in un importo minimo pignorabile: infatti è possibile trattenerne fino ad ⅕ dello stipendio.

    Una volta notificato il pignoramento al debitore e al datore di lavoro, quest’ultimo dovrà comunicare al creditore se il dipendente è in credito o meno di somme di denaro; successivamente, sia il debitore che il datore di lavoro dovranno comparire in un’udienza davanti ad un Tribunale Civile per l’autorizzazione del pagamento.

    Da questo momento in poi, il datore di lavoro, sarà obbligato per legge a versare mensilmente al creditore 1/5 dello stipendio del dipendente finché il debito non sarà completamente saldato.

    Come funziona il pignoramento della pensione?

    È possibile effettuare il recupero crediti anche tramite il pignoramento della pensione del debitore. Anche in questo caso, è necessario rispettare determinati limiti. Il creditore, attraverso il pignoramento della pensione, ha la possibilità di recuperare il credito, pignorando direttamente la pensione. In questo caso il terzo pignorato fa capo a INPS, ente pensionistico, Banca o Posta presso cui il debitore riceve il pagamento della pensione.

     

    Come recuperare un credito da un privato

    Spesso tuttavia, per inquadrare la situazione reale in cui versa il debitore non è sufficiente conoscere la sua attuale occupazione lavorativa, ma è importante anche avere un quadro completo della sua situazione bancaria nonché un riscontro sui suoi eventuali interessi imprenditoriali e sui protesti in atto.

    È in questi casi che consigliamo di scegliere il servizio Jobank, l’indagine mirata all’individuazione delle due più importanti patrimonialità aggredibili di un soggetto: gli emolumenti derivanti dallo stipendio/pensione e le relazioni bancarie del debitore.

    Jobank è un’indagine patrimoniale particolarmente indicata per valutare un eventuale pignoramento del quinto dello stipendio o del conto corrente bancario.

    Altri dati forniti dai servizi JOB e JOBANK

    Il servizio Jobank è inoltre arricchito da un servizio di ricerca in loco e sulla rete Internet, nonché dalla consultazione di un apposito database contenente segnalazioni dei nominativi coinvolti in reati di natura penale a monte del riciclaggio.

    In tal modo è possibile individuare un quadro completo di notizie e indiscrezioni sulla patrimonialità del debitore.

    Quali informazioni sono necessarie per avviare l’indagine?

    I dati necessari per l’avvio di un’indagine Jobank sono:

    • Nome
    • Cognome
    • Codice Fiscale

    Richiedi subito online il servizio Jobank e riceverai in breve tempo notizie utili e interessanti che ti aiuteranno a recuperare il tuo credito!

  • Imprenditrice non riesce a incassare credito e si rivolge alla ‘ndrangheta: debitore pestato

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    Come sapere dove abita una persona sapendo nome e cognome?

    Dopo aver verificato l’esattezza dei dati anagrafici del soggetto, si procede all’accertamento della sua residenza anagrafica, con estensione delle indagini in loco per accertarne il domicilio, ed eventuale ampliamento delle ricerche per il reperimento della dimora abituale nei casi di persone non più reperibili presso la residenza.
    In questo modo è più agevole e sicuro poter procedere all’esazione domiciliare o alla notifica di atti giudiziari.
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  • Hai bisogno di un report accurato su una Persona Fisica? Scegli Screening di Clipeo!

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