Tutti i post in Attualità

  • Foto sui social: se i genitori separati litigano, sulla pubblicazione del post decide il figlio

    Se i genitori litigano per le fotografie del figlio minorenne da pubblicare sui social network a decidere sarà proprio lui. Lo ha stabilito il Tribunale di Chieti con la sentenza n. 403 pubblicata lo scorso 21 luglio, che ha affidato al figlio di 17 anni la possibilità di negare il consenso a mamma e papà per la pubblicazione delle proprie fotografie online.  Leggi tutto

  • Canone di locazione in tempi di coronavirus

    Canone di locazione in tempi di coronavirus

    Ripresa la generalità delle attività economiche dopo le diverse settimane di lockdown, è possibile fare il punto della situazione Leggi tutto

  • Divorzio: quando l’ex può ottenere il TFR

    Divorzio: quando l’ex può ottenere il TFR

    Il matrimonio, dal punto di vista legislativo e giuridico, è talmente importante da produrre effetti anche successivamente al suo scioglimento tale per cui tra due ex coniugi potrebbero sopravvivere degli obblighi, primo fra tutti quello a versare l’assegno divorzile. Dunque, anche se il matrimonio è definitivamente cessato a seguito di divorzio, qualche conseguenza derivante dall’unione potrebbe perdurare. Tra queste vi è anche il diritto al TFR dell’ex coniuge.
    Nonostante il divorzio, infatti, la legge prevede la possibilità che una parte del trattamento di fine rapporto liquidato a una persona spetti all’ex coniuge; quest’ultimo, qualora l’adempimento non avvenga spontaneamente, può rivolgersi al giudice per chiedere il calcolo della percentuale che gli va attribuita, nonché l’ordine che il suo diritto venga eseguito, anche coattivamente, se l’ex partner non collabora.

    Quando spetta all’ex coniuge il TFR?
    Secondo l’art. 12-bis legge n. 898 del 1970: “Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e in quanto sia titolare di assegno ai sensi dell’articolo 5, ad una percentuale dell’indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge all’atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l’indennità viene a maturare dopo la sentenza. Tale percentuale è pari al 40% dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio“.
    Il trattamento di fine rapporto (TFR) può essere definito come una somma accantonata dal datore di lavoro che viene corrisposta al lavoratore dipendente nel momento in cui il rapporto di lavoro viene a cessare per qualsiasi motivo.
    Se il lavoratore è un divorziato che versa già all’ex coniuge un assegno divorzile periodico e quest’ultimo coniuge non è convolato a nuove nozze, il Legislatore stabilisce che il lavoratore a cui spetta il TFR è tenuto a corrispondere all’altro coniuge anche una quota di detto TFR.

    Quali sono i presupposti per ottenere la quota di TFR?
    I presupposti sono due:

    • il coniuge divorziato deve già percepire dall’ex coniuge ex lavoratore un assegno divorzile versato con cadenza periodica. Più precisamente, se il coniuge non ha diritto all’assegno divorzile o lo ha ricevuto in un’unica soluzione, non avrà diritto alla quota del TFR;
    • il coniuge interessato alla quota del TFR non deve essere convolato a nuove nozze.

    Quando è possibile richiedere il riconoscimento di una parte del TFR?
    Il diritto al TFR dell’ex coniuge può essere fatto valere in due modi, a seconda del momento in cui avviene la liquidazione del trattamento di fine rapporto:

    • se il TFR è maturato prima dello scioglimento del matrimonio, il diritto alla quota spettante viene dichiarato direttamente dalla sentenza di divorzio;
    • se, al contrario, il TFR è maturato dopo, occorrerà avanzare un’apposita istanza al tribunale affinché il diritto sia accertato e riconosciuto. In pratica, il giudice dovrà valutare il ricorrere delle due circostanze che legittimano il coniuge divorziato a chiedere il TFR, e cioè: la sussistenza di un assegno divorzile periodico e l’assenza di un nuovo matrimonio.

    Nell’ultimo caso prospettato, cioè quando il TFR è maturato dopo il divorzio, non è da escludere che i due ex coniugi riescano a trovare un accordo bonario, senza necessità dunque di ricorrere al giudice. Poiché la quota di TFR spettante all’ex coniuge è stabilita dalla legge (nella misura del 40% con riferimento agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio), è ben possibile che, in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge (assegno divorzile ancora in corso e assenza di nuove nozze), la liquidazione a favore dell’ex avvenga spontaneamente.

    A quanto ammonta il TFR da dare all’ex coniuge?
    Secondo la legge, il coniuge divorziato ha diritto ad un TFR pari al 40% del totale, con riferimento agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. In parole povere, l’ex coniuge non ha diritto al 40% totale del TFR, ma a detta percentuale rapportata all’arco di durata del matrimonio coincidente con il periodo di lavoro. Per “durata del matrimonio” si intende anche l’eventuale periodo di separazione legale, fino alla data della sentenza di divorzio.

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    Pronti, partenza … Clipeo!

    Dal 12 maggio scorso, dal Nord al Sud del Paese, dopo il blocco dovuto all’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19, sono ripartite molte attività e anche quella giudiziaria ha rimesso in moto il motore. Dopo mesi di stop forzato la giustizia, seppur lentamente, ha ripreso pian piano vita e avvocati, magistrati e cancellieri hanno potuto riprendere le loro attività.

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  • L’amore al tempo del Coronavirus è una faccenda complicata. Il lockdown ha messo a dura prova alcune coppie e in tutto il mondo aumentano separazioni e divorzi.

    L’amore al tempo del Coronavirus è una faccenda complicata.

    Come molti ricorderanno in Cina, appena terminato il lockdown, ci fu una gran richiesta di divorzi. La stessa sorte purtroppo sembra toccare anche l’Italia e a molti altri Paesi del mondo. Leggi tutto

  • I video colloqui ai tempi del Coronavirus

    I video colloqui ai tempi del Coronavirus

    In che modo la recente crisi determinata dal COVID-19 sta influenzando il processo di assunzione in tutti i settori produttivi e quale dovrebbe essere la risposta delle aziende? Leggi tutto

  • Badanti in fuga durante il Coronavirus e anziani che rimangono soli

    Badanti in fuga durante il Coronavirus e anziani che rimangono soli

    Nelle ultime settimane sono rientrate in patria o sono rimaste a casa per paura del contagio numerose badanti e collaboratrici domestiche che prestavano assistenza ad anziani non autonomi.

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  • Come rintracciare la residenza del tuo debitore?

    Esistono diverse circostanze in cui potreste avere l’esigenza di trovare una persona: una di queste è quando si deve rintracciare un debitore moroso.

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  • Lo screening pre-assunzione

    Lo screening pre-assunzione

    SCREENING è il servizio che ti permette di ricevere un rapporto completo e approfondito su una Persona Fisica. L’indagine prende in considerazione diversi ambiti riguardanti il soggetto, da quello privato a quello lavorativo e permette di avere un quadro nitido della persona che si ha di fronte. Leggi tutto

  • Lite per l’affitto: il proprietario prende a schiaffi l’inquilino

    Una discussione sull'affitto di casa, i toni che si accendono e la tensione che sale. Poi il confronto degenera, volano parole grosse e partono gli schiaffi. È l'antefatto dal quale i carabinieri della stazione di Boville Ernica sono partiti dopo aver ricevuto una querela sporta da un quarantasettenne del posto. Da qui sono partite le indagini che hanno condotto alla denuncia di un trentaquattrenne, anche lui residente a Boville Ernica, già conosciuto dalle forze dell'ordine per vicende penali in materia di detenzione di sostanze stupefacenti. Le accuse a cui il giovane dovrà rispondere sono quelle di minaccia e violenza privata. L'uomo, nel pomeriggio di sabato scorso, aveva incontrato un cittadino rumeno al quale ha dato in locazione una sua abitazione. Il faccia a faccia sarebbe dovuto servire a chiarire alcune incomprensioni dovute alla gestione dell'abitazione affittata al rumeno. Durante l'incontro però, tra i due è nata un'accesa discussione che ben presto è passata dalle parole ai fatti. Secondo quanto sostenuto dell'affittuario, il proprietario di casa gli avrebbe rifilato alcuni schiaffi in faccia. Da qui la querela e la denuncia a piede libero. Le regole per trovare un inquilino affidabile Trovare l’inquilino ‘perfetto’ a cui affittare il proprio appartamento non è sempre e solo questione di fortuna. Al giorno d’oggi gli inquilini morosi e incuranti sono sempre più numerosi per cui trovarli affidabili è sempre più difficile. Tra i proprietari di immobili c’è chi preferisce cederli in locazione ad un canone inferiore rispetto al passato e chi addirittura preferisce lasciarli liberi per evitare problemi con eventuali inquilini. Questo, però, per chi è proprietario di immobili significa avere un bene sul quale anziché guadagnare si finisce per rimetterci date le numerose spese, imposte e tasse che gravano sugli immobili. In questi ultimi anni è cresciuto notevolmente il numero degli alloggi che non si riescono ad affittare a causa della contrazione della domanda di mercato e della sovrabbondanza di offerta. Ma a volte tenere l’immobile sfitto è una scelta del proprietario che magari, scottato da esperienze precedenti, preferisce tenere l’immobile vuoto piuttosto che avere inquilini morosi o che gli distruggono tutto. Per questo motivo trovare inquilini affidabili è sempre più difficile, ma per effettuare una ricerca accurata è necessario seguire alcune regole di base. Innanzitutto è necessario conoscere veramente chi è l’inquilino. Per tutelarsi, è buona norma acquisire quante più informazioni possibili sul soggetto in questione, chiedendo innanzitutto le ultime tre buste paga o la dichiarazione dei redditi. Bisognerebbe poi cercare delle referenze dal precedente locatario per accertarsi che non ci siano eventuali protesti. Una volta prese le informazioni sarebbe preferibile applicare un canone di affitto che non superi il 30-40% del reddito lordo del nucleo familiare. Un’ulteriore garanzia può essere la richiesta di una fideiussione bancaria. Inoltre, nel caso in cui si affitti l’appartamento ammobiliato, sarebbe opportuno che il proprietario catalogasse e fotografasse i mobili e gli oggetti presenti in casa e che l’inquilino apponesse la propria firma su tali fotografie in modo tale che in caso di danno spetti a lui pagare le spese di riparazione. Nel caso in cui, però, non fosse possibile per svariati motivi richiedere o ottenere una copia della busta paga o una lettera di referenze è possibile richiedere il servizio Screening di Clipeo. Con Screening è possibile conoscere con esattezza la solvibilità e la reputazione del tuo nuovo inquilino al fine di stipulare un contratto con sicurezza e tranquillità. Conoscere la situazione patrimoniale e reputazionale del futuro inquilino è infatti necessario e fondamentale per potergli dare fiducia e per non rischiare di ritrovarsi in situazioni sconvenienti.

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