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La fideiussione del canone locativo da parte del nuovo partner fa perdere l’assegno divorzile

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L’ex moglie che si fa garantire da un nuovo partner il pagamento del canone abitativo perde il diritto all’assegno divorzile, anche in assenza di una prova specifica di avere instaurato una nuova convivenza.


Infatti, secondo la Corte di cassazione (sentenza n. 12335/2021), è sufficiente l’avvenuta instaurazione di una nuova “stabile relazione” a determinare la perdita del diritto agli alimenti, stabile relazione che, come nel caso concreto, si connoti per un progetto di vita comune di cui è chiaro sintomo – secondo i giudici di merito – la fideiussione prestata da parte del terzo che garantisce il diritto abitativo della donna. Inoltre rilevante è la durata di tale garanzia prestata. Nel caso specifico erano già diversi anni che sussisteva la figura del fideiussore al fianco dell’ex moglie.

Non è dunque solo la convivenza more uxorio che fa venir meno il perdurare delle conseguenze economiche di un precedente matrimonio. È sufficiente la relazione stabile, che sia equiparabile a un progetto di vita comune, a far venir meno il diritto all’assegno. Vale la pena ricordare che si tratta di un diritto che, in tali circostanze, non entra in quiescenza, ma viene definitivamente perso da chi ne aveva diritto.

Nel caso concreto il ricorso di legittimità contestava le decisioni dei giudici di merito, perché avevano derivato il presupposto “negativo” del diritto all’assegno fino a allora percepito nella stabile relazione e non nella convivenza. Mai accertata dai giudici e anzi negata dalla ricorrente.
La Cassazione aveva respinto quindi il rilievo della ricorrente che sosteneva un vizio motivazionale della decisione che aveva affermato l’esistenza di una nuova unione more uxorio dalle parole della donna che in giudizio aveva dichiarato di avere da tempo una stabile relazione, ma di non convivere col nuovo partner. La Cassazione ha affermato, infatti, che rientra nel libero apprezzamento di merito la valutazione che fa conseguire all’esistenza di una nuova relazione di coppia l’esistenza di un “progetto comune di vita”, valutazione che, in caso di esito positivo, conduce alla cessazione degli effetti economici del divorzio.

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