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Aumentano le truffe online. La cassazione: è reato non consegnare il bene acquistato via web.

Aumentano le truffe online.
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Non si ferma il fenomeno delle truffe online. I trucchi cambiano continuamente per raggirare gli utenti di internet e le forze dell’ordine che combattono i criminali del web si aggiornano giorno dopo giorno per scovare i malviventi informatici. Tuttavia, nonostante siano in giro da decenni e nonostante la maggiore consapevolezza informatica delle persone, i criminali ancora riescono a mietere vittime.

La truffa online non è un’autonoma fattispecie di truffa, ma può essere ricondotta al più ampio concetto di truffa ex art. 640 c.p., secondo cui ‘Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032. La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549’.

Ogni truffa online segue quasi sempre uno schema tipo.

  1. L’acquirente, interessato soprattutto dal prezzo conveniente, instaura una comunicazione, il più delle volte tramite e-mail, col presunto venditore che tende a veicolare la transazione trasmettendo grande affidabilità e serietà;
  2. Il venditore, per non destare sospetti, fornisce copie di documenti di identità ed anche un numero di cellulare, del quale non è mai l’intestatario: se contattato telefonicamente, risponderà prontamente fino all’avvenuto pagamento, per poi rendersi irreperibile. Solitamente tali numeri, intestati a prestanome consenzienti o a inconsapevoli cittadini, sono utilizzati per un certo numero di truffe e poi sono disattivati: per truffe successive saranno intestate nuove SIM;
  3. Lo stesso venditore spinge l’acquirente a concludere la trattativa evitando l’incontro di persona. Le scuse addotte possono essere le più varie: in genere, dopo una iniziale disponibilità incondizionata ad uno “scambio a mano”, lo stesso farà apparire l’impossibilità dell’incontro di persona, e la conseguente conclusione a distanza, come una ineluttabile conseguenza;
  4. Successivamente chiede come forma di pagamento il metodo che offre minori sicurezze e garanzie per l’acquirente: ovvero la ricarica di carte prepagate, sperando che il malcapitato non conosca la carenza di tutela di tali forme di pagamento;
  5. L’acquirente, quindi, procede al pagamento ma non riceverà mai ciò che ha acquistato;
  6. Il truffatore, dopo aver ricevuto il pagamento, non si farà mai più sentire né si intimorirà per il ricevimento di minacce di denuncia o segnalazioni alla Polizia Postale.

La messa in vendita di un bene su un sito internet, accompagnata dalla mancata consegna del bene stesso all’acquirente, posta in essere da parte di chi, falsamente, si presenta come alienante con il solo proposito di indurre la controparte a versare una somma di denaro e a conseguire, quindi, un profitto può essere definita come una vera e proprio truffa online.
A dirlo è la Seconda Sezione della Cassazione nella n. 21932 del 22 luglio 2020. La decisione, tra l’altro ricalca una precedente statuizione che con sentenza 20 dicembre 2019 n. 51551 giungeva alle medesime conclusioni.
Sotto la lente della giurisprudenza finiscono sempre di più i reati informatici che riguardano gli illeciti penali commessi “contro” i sistemi informatici e quelli, come nel caso delle truffe online, commessi “per mezzo” della telematica.
Secondo i dati forniti dalla Polizia Postale nel 2019 sono stati 9 mila i delitti informatici denunciati e 1.181 gli attacchi di hacker ai sistemi informatici di aziende ed enti che rappresentano degli “interessi strategici nazionali”.

Per quanto riguarda in particolare il fenomeno delle truffe online si registra un incremento del numero di denunce: oltre trentamila denunce nel 2018 (più di 250 ogni 100.000 abitanti) con una crescita di oltre il 50% rispetto al 2010 (primo anno del fenomeno monitorato dall’Istat). Le frodi informatiche per numero di denunce, superano i furti d’auto.

A proposito delle truffe online la Cassazione (sentenza 6 settembre 2018 n. 40045) ha stabilito che l’utilizzo della rete da parte dei truffatori rappresenta un’aggravante del reato. Secondo i giudici: “In tema di truffa on-line, è configurabile l’aggravante della minorata difesa, con riferimento all’approfittamento delle condizioni di luogo, solo quando l’autore abbia tratto, consapevolmente e in concreto, specifici vantaggi dall’utilizzazione dello strumento della rete”.
Chiarisce ancora meglio la sentenza n. 17937 della sezione VI, del 10 aprile 2017: “nella truffa commessa attraverso la vendita di prodotti online – ha stabilito la Corte –è configurabile l’aggravante di cui all’art. 640, comma 2, n. 2-bis, c.p., con riferimento al luogo del commesso reato, in quanto il luogo fisico di consumazione della truffa (individuabile nel luogo in cui l’agente consegue l’indebito profitto) in tal caso possiede la caratteristica peculiare costituita dalla distanza che esso ha rispetto al luogo ove si trova l’acquirente che del prodotto venduto, secondo la prassi tipica di simili transazioni, ha pagato anticipatamente il prezzo. Proprio tale distanza tra il luogo di commissione del reato da parte dell’agente e il luogo dove si trova l’acquirente è l’elemento che pone l’autore della truffa in una posizione di forza e di maggior favore rispetto alla vittima, consentendogli di schermare la sua identità, di non sottoporre il prodotto venduto ad alcun controllo preventivo da parte dell’acquirente e di sottrarsi comodamente alle conseguenze dell’azione: vantaggi, che non potrebbe sfruttare a suo favore, con altrettanta facilità, se la vendita avvenisse de visu”.

Ma come ci si può difendere dalle truffe online?
Negli acquisti in generale e in particolare in quelli online il passaparola, il feedback degli utenti e le ricerche in Internet sono fondamentali. Spesso però non bastano o non ci danno sufficiente tranquillità soprattutto quando si tratta di acquistare beni più costosi. Per questo è utile affidarsi anche a metodi più sicuri e certificati come il servizio BASIC PLUS di Clipeo che fornisce una visione dettagliata e precisa di chi avete di fronte.

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