Separazione/Mantenimento

L’infedeltà coniugale può essere causa di addebito in fase di divorzio?

Ecco in quali casi si può ottenere l’addebito per adulterio.

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Molto spesso la causa scatenante di una separazione è l’infedeltà coniugale, ovvero il tradimento. Si pensa però, erroneamente, che per far condannare il coniuge, addebitandogli la colpa per la fine del matrimonio, sia sufficiente provare la sua infedeltà (anche occasionale o virtuale) con un’altra persona. Non è così.

Per ottenere l’addebito per infedeltà coniugale è necessario dimostrare che il tradimento sia stato la causa scatenante della separazione. Questo significa che l’infedeltà, può determinare l’addebito solo nel caso in cui la coppia non risultasse già in crisi per altre ragioni, prima del tradimento stesso. Se così fosse, l’infedeltà sarebbe solo una conseguenza della situazione già instabile e quindi, non imputabile come causa scatenante della separazione. Per essa non ci potrebbe essere nessuna condanna. Se una coppia si avvia alla separazione per motivi legati per esempio all’intollerabilità reciproca, il tradimento sarebbe lecito. Su questo aspetto sono intervenute due sentenze, la prima della Cassazione e la seconda del Tribunale di Milano.

Perché fare causa in caso di infedeltà coniugale?

Perché è necessario dimostrare il tradimento del coniuge? Principalmente serve per impedire che questo chieda il mantenimento qualora abbia un reddito basso o sia disoccupato. Se a dover versare il mantenimento è il coniuge con il reddito più alto è del tutto indifferente che questi subisca l’addebito, sarà comunque tenuto a pagare l’assegno mensile.

Il mantenimento non è una sanzione attuata perché uno dei due coniugi ha tradito l’altro. Esso scatta anche in assenza di colpa di uno o di entrambi i coniugi. E’ una misura assistenziale volta a garantire, a chi non ce la fa, le risorse necessarie al suo mantenimento.

Le conseguenze dell’addebito, e quindi dell’infedeltà, sono due. Chi è riconosciuto colpevole non può:

  • Chiedere il mantenimento. Se si trova in condizioni disperate, può esigere solo gli alimenti, la cui somma è inferiore al mantenimento stesso.

  • Ereditare i beni dell’altro coniuge nel caso in cui questo muoia nel periodo (al massimo 1 anno) che va tra la separazione e il divorzio. Una volta ottenuto il divorzio si perdono tutti i diritti ereditari.

A fronte di quanto detto, le battaglie per ottenere l’addebito in fase di divorzio sono quasi sempre lotte di principio, soprattutto quando a farle è il coniuge con il reddito più basso che, in ogni caso, avrebbe comunque diritto al mantenimento.

Cosa dimostrare per ottenere l’addebito in caso di infedeltà coniugale?

Come detto, il coniuge che richiede l’addebito deve dimostrare che la crisi coniugale è ricollegabile esclusivamente al comportamento infedele dell’altro. Deve inoltre dimostrare che il comportamento colpevole del coniuge abbia determinato l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza. Dall’altra parte il coniuge infedele deve dimostrare che il tradimento è avvenuto a fronte di una situazione di crisi precedente.

Secondo la Cassazione la sentenza di addebito della separazione non può fondarsi sulla sola prova del tradimento, essendo invece necessario accertare se tale violazione abbia assunto efficacia nel determinarsi della crisi del rapporto coniugale. Se sia stata, quindi, la causa del distacco tra i coniugi.

Questa posizione è avvalorata dalla sentenza del Tribunale di Milano. Per ottenere l’addebito, bisogna dimostrare che l’adulterio sia avvenuto precedentemente alla crisi e che ne sia stato la causa e non l’effetto. Se uno dei due coniugi ha intrattenuto una relazione extraconiugale ma ad esso non viene collegata la prova del fatto che sia stato questo comportamento a generare la crisi, il tradimento risulta ininfluente.

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