Separazione/Mantenimento

Assegno di mantenimento: cos’è, come si calcola e perché conoscere il reale patrimonio è fondamentale

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L’assegno di mantenimento è uno dei nodi più complessi da sciogliere in una separazione o un divorzio.

Al di là dell’aspetto economico, rappresenta uno strumento di tutela pensato per garantire equilibrio e continuità, soprattutto quando ci sono figli di mezzo.

Comprenderne il funzionamento, i criteri di calcolo e gli elementi che ne determinano l’importo è essenziale per evitare sia aspettative fuori dalla realtà che situazioni di ingiustizia economica.

Che cos’è e quando si applica

L’assegno di mantenimento è un contributo economico che il giudice stabilisce – o che le parti concordano e fanno omologare – con l’obiettivo di sostenere economicamente il coniuge più debole e i figli.

Va fatta una distinzione importante:

Mantenimento per i figli: serve a coprire le spese ordinarie e straordinarie legate alla loro crescita, educazione e benessere. È sempre dovuto.

Mantenimento per l’ex coniuge: mira a riequilibrare le condizioni economiche quando uno dei due non è autosufficiente. In questo caso, non è automatico: dipende da una serie di valutazioni sulla capacità di mantenersi autonomamente.

I criteri di calcolo: non esiste una formula unica

Il calcolo dell’assegno non segue una formula matematica standardizzata. Il giudice effettua una valutazione complessiva tenendo conto di diversi fattori.

  • Redditi complessivi: vengono esaminati stipendi, redditi da lavoro autonomo, pensioni, rendite, utili societari e qualsiasi altra fonte di guadagno di entrambe le parti.
  • Patrimonio: oltre al reddito corrente, si considerano immobili, terreni, investimenti, partecipazioni in società, conti correnti e altri beni che influiscono sulla reale capacità economica.
  • Tenore di vita precedente: il giudice tiene conto dello standard di vita mantenuto durante il matrimonio o la convivenza, cercando di evitare che la separazione causi un peggioramento drastico per la parte più debole o per i figli.
  • Capacità lavorativa: non conta solo quanto si guadagna oggi, ma anche il potenziale reddituale effettivo, valutato in base a età, formazione, esperienza professionale e condizioni di salute.
  • Spese fisse e straordinarie: mutui, affitti, spese sanitarie, costi scolastici e altre uscite rilevanti concorrono a definire l’equilibrio economico complessivo.

Il mantenimento dei figli: proporzionalità e responsabilità condivisa

Per i figli, il principio guida è la proporzionalità: ciascun genitore contribuisce in base alle proprie possibilità economiche. Chi guadagna di più contribuisce in misura maggiore.

All’assegno base si aggiungono spesso le spese straordinarie, ripartite tra i genitori secondo percentuali stabilite dal giudice o concordate.

Quanto dura l’obbligo per i figli maggiorenni?

Non termina automaticamente al compimento dei 18 anni. Secondo la giurisprudenza recente (ordinanza 12121/2025), l’obbligo permane finché il figlio porta avanti con impegno un percorso formativo o lavorativo concreto.

L’assegno cessa in presenza di:

  • Inerzia del figlio
  • Convivenza stabile (more uxorio)
  • Autonomia economica effettiva

L’ordinanza 34458/2025 ribadisce inoltre il principio di proporzionalità rispetto alle risorse economiche dei genitori.

Le novità della giurisprudenza 2025-2026

Le sentenze più recenti hanno introdotto criteri più concreti ed equi:

  • Riduzione per calo di reddito: l’ordinanza 19288/2025 permette di ridurre l’assegno se il genitore obbligato dimostra un effettivo calo delle entrate.
  • Trasferimento del figlio: l’ordinanza 30244/2025 riduce l’obbligo del genitore non convivente se il figlio si trasferisce presso l’altro genitore.
  • Spese straordinarie: devono essere proporzionate e basate su accordi specifici.
  • Assegno al coniuge: riducibile in caso di nuova famiglia solo con prova di pregiudizio concreto; dichiarazioni false di indigenza possono comportare la revoca (2026).

Quando le dichiarazioni non rispecchiano la realtà

Uno dei problemi più frequenti è la discrepanza tra reddito dichiarato e disponibilità economica reale. In alcuni casi, una delle parti può dichiarare entrate inferiori a quelle effettive o nascondere parte del proprio patrimonio.

Questo può comportare:

  • Assegni inadeguati rispetto alle reali esigenze
  • Squilibri economici ingiustificati
  • Difficoltà nel sostenere le spese per i figli
  • Contenziosi e richieste di revisione

Il valore delle indagini patrimoniali

Per stabilire un assegno equo serve un quadro completo e veritiero della situazione economica di entrambe le parti. È qui che le indagini patrimoniali diventano strategiche.

Un’indagine patrimoniale permette di:

  • Verificare il reale patrimonio posseduto
  • Individuare immobili e beni non immediatamente visibili
  • Accertare partecipazioni societarie
  • Evidenziare incongruenze tra reddito dichiarato e stile di vita
  • Sostenere richieste di revisione dell’assegno con dati solidi

Avere informazioni accurate significa ridurre il rischio di decisioni basate su dati incompleti o non aggiornati.

Il ruolo della trasparenza patrimoniale

Quando i parametri economici non sono chiari o verificabili, è legittimo che ciascuna parte richieda maggiore trasparenza. Sia in caso di richiesta di mantenimento per il coniuge che per i figli, entrambe le parti hanno diritto a conoscere con precisione la reale consistenza delle entrate e del patrimonio dell’altro.

Se una delle parti dichiara di non avere risorse sufficienti, l’altra può legittimamente verificarne la situazione patrimoniale per evitare squilibri e garantire una valutazione corretta.

In questi casi, l’indagine sulla persona rappresenta uno degli strumenti più efficaci per fare chiarezza. Servizi come DETECT PLUS di Clipeo offrono un supporto concreto per ricostruire il reale profilo economico, favorendo trasparenza, correttezza e una gestione più equilibrata di una fase delicata come quella della separazione.

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  • Verifica dei dati anagrafici del soggetto
  • Accertamento residenza
  • Accertamento domicilio
  • Attuale occupazione ed eventuale emolumento percepito
  • Rilevazione e attualizzazione di eventuali interessi imprenditoriali del soggetto
  • Il report prevede ricerche specifiche volte ad individuare a nome del soggetto richiesto partecipazioni in società di capitali, proprietà immobiliari e di eventuali veicoli
  • E’ inoltre impreziosito dall’ispezione delle Negatività ufficiali come i protesti e i pregiudizievoli, ricerche utili a fornire un quadro preciso della situazione economico/finanziaria del soggetto di indagine
  • Relazioni bancarie
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