Diritto di famiglia

Eredità o solo debiti?

Eredità o solo debiti?
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La morte di una persona rappresenta non solo un momento triste per la famiglia ma anche, dal punto di vista legale, un fatto rilevante per i rapporti economici che facevano capo alla persona deceduta e a tal proposito l’ordinamento ricollega a questo avvenimento una serie di conseguenze legali precise.

Quando una persona muore alcune situazioni giuridiche si estinguono del tutto, come ad esempio i diritti della personalità (diritto al nome, all’identità, alla riservatezza, ecc…), mentre altri sopravvivono all’originario titolare e si trasmettono agli eredi.
Nell’immaginario comune la morte di un parente rappresenta almeno dal punto di vista economico un evento felice per gli eredi in quanto essi subentrano nel patrimonio del defunto. Ma cosa succede quando il parente deceduto lascia in eredità solo situazioni giuridiche passive? In questi casi la legge prevede degli strumenti adatti a tutelare le ragioni di coloro che non vogliono accettare un’eredità di soli debiti.
Al momento della morte di una persona si apre la successione ereditaria, ma ciò non significa che i parenti più stretti individuati nel testamento diventino necessariamente eredi: la legge, infatti, consente loro di rifiutare tale qualità nel caso in cui non vogliono subentrare nei diritti dell’individuo deceduto.
La chiamata all’eredità avviene sia nel caso in cui il defunto abbia lasciato testamento scritto e sia nel caso in cui non l’abbia fatto: quindi finché non accetta l’eredità la persona designata a succedere sarà semplicemente ‘chiamata all’eredità’ ma non ancora erede. Ciò permette ai chiamati di evitare di essere costretti ad accollarsi un’eredità di soli debiti.

Ma cosa succede quando si accetta l’eredità?

Una delle conseguenze principali dell’accettazione dell’eredità è quella di confondere il patrimonio del defunto con quello dell’erede, favorendo così la creazione di un’unica massa indistinta. È chiaro che questa situazione potrebbe risultare svantaggiosa per l’erede nel caso in cui l’eredità sia composta di soli debiti: in tal caso, infatti, i creditori della persona defunta potrebbero rivalersi sull’erede.
Per scongiurare che le passività ereditate intacchino anche il proprio patrimonio personale, il chiamato all’eredità può accettare la stessa con beneficio di inventario: in questa maniera il suo patrimonio resterà separato da quello del defunto e potrà essere chiamato a rispondere dei debiti ereditari solamente utilizzando i beni dell’asse. L’inventario quindi è un’operazione contabile che permette di conoscere le attività e le passività che fanno parte del patrimonio ereditato e deve essere redatto dal notaio o dal cancelliere del tribunale entro i termini previsti dalla legge. Una volta redatto l’inventario ci sono 40 giorni di tempo per l’erede per decidere se accettare o meno. Per sapere se nell’eredità ci sono debiti è utile, inoltre, effettuare alcuni controlli più specifici; è opportuno, ad esempio, effettuare una visura presso la camera di commercio, un’indagine presso la Centrale Rischi, chiedere un estratto di ruolo all’Agenzia delle Entrate e parlare con i direttori di banca presso le quali il defunto aveva dei conti correnti.
Una volta effettuati tutti i controlli e dopo aver accertato la posizione debitoria o meno del defunto il chiamato può decidere se accettare o meno l’eredità; nel caso in cui decida di accettare diventa erede del patrimonio del defunto e si assume l’impegno di gestirlo nell’interesse suo e di quello dei creditori e dei legatari. Dopo aver pagato i debiti e aver assolto ai legati l’erede è libero di disporre di quanto rimasto come meglio crede e non viene considerato personalmente responsabile per eventuali cifre che non siano state versate.
Il chiamato all’eredità può però anche decidere di rinunciare alla stessa. Con la rinuncia il chiamato non potrà essere aggredito in nessun modo dai creditori del defunto. Tale rinuncia deve essere ricevuta da un notaio o da un cancelliere del tribunale e può essere fatta solo dopo che la successione si sia aperta (una rinuncia preventiva sarebbe priva di effetto). Il rinunciante, però, può sempre tornare indietro e revocare la rinuncia fino a che l’eredità non sia stata accettata da ulteriori chiamati; in quest’ultimo caso la rinuncia è definitiva e non revocabile.

Ma in che modo si identificano gli eredi?

Esistono casi in cui, però, non si conoscono con esattezza gli eredi del de cuius e pertanto è necessario svolgere delle indagini per identificare i beneficiari di un’eredità o i soggetti ai quali rivolgersi per recuperare un credito. Il servizio RINTRACCIO EREDI di Clipeo è la soluzione migliore quando insorgono questi problemi. Il report fornisce tutte le informazioni delle quali si necessita: vengono identificati i soggetti, verificata l’ultima residenza nota e laddove necessario viene svolto un accertamento sull’eventuale accettazione o rinuncia dell’eredità.

Grazie a RINTRACCIO EREDI è possibile dunque identificare con esattezza tutti gli eredi legittimati del de cuius.

Per richiedere il servizio è necessario conoscere solo i dati anagrafici del soggetto in questione:

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